L’edizione 2008 del festival Volterra Jazz presenta un programma ricco di progetti originali ma capaci di intrecciare un dialogo fertile con la tradizione musicale del jazz e in generale con le culture tradizionali. Il concerto d’apertura del gruppo Odwalla non è solo un grande spettacolo a partire dall’allestimento del palco, coperto di strumenti a percussione di ogni foggia e colore, per arrivare alla interazione improvvisata tra i ritmi e i colori della musica con i movimenti delle ballerine che ne interpretano le atmosfere: è un omaggio alla tradizione percussiva africana da cui il jazz prende vita e linfa, ma allo stesso tempo utilizza pienamente le risorse timbriche delle percussioni orchestrali. La continua ricerca di sinergie fra le realtà del territorio, ha portato quest’anno alla collaborazione con l’Associazione Musicale e Culturale Valdera Jazz che presenta al pubblico del festival la sua Big Band composta da 20 elementi mentre il trio del sassofonista Fabrizio Desideri, ben noto in città per la qualità della sua attività musicale e didattica, ripercorre la storia del jazz attraverso brani classici e originali dedicati all’infinito mistero femminile, simboleggiato dalle curve del numero 8 che ruotato diventa il simbolo dell’infinito ∞.
Il progetto originale ed unico curato da Claudio Lodati con gli Alabastri Sonori di Giorgio Pecchioni getta un suggestivo ponte tra la secolare tradizione dell’alabastro e la musica di oggi, mentre lo Swingtet di Maurizio Geri celebra innovandola e facendola propria la romantica e swingante tradizione del jazz manouche di Django Reinhardt, uno dei grandi talenti che hanno segnato la storia musicale del Novecento, da cui prende il nome il gruppo creato da Stefano Onorati e Nico Gori per omaggiare il secolo che ci ha dato non solo il jazz, il disco ma anche grandi innovazioni nel campo della musica classica. Chiusura tradizionalmente affidata alla Big Band con graditissimo ritorno, quello della Siena Jazz Big Band che riscosse tanto successo nel 2007 e che ritorna con un altro ospite di prestigio, la musicalissima voce di Barbara Casini, specialista inarrivabile della musica brasiliana oltre che del jazz.









